ADHD e sesso
L'elefante nella stanza (di solito una camera da letto) di cui spesso non si parla perché "pare male".
A poche settimane dalla diagnosi, il centro a cui mi ero affidata mi propose un ciclo di incontri sul rapporto tra ADHD e sessualità. Ricordo che il primo pensiero fu “ma con tutte le cose da sapere sull’ADHD, proprio il sesso?”. Non i sintomi, la disregolazione emotiva, il senso perenne di inadeguatezza. No, il sesso. Chissenefrega del sesso, quello si fa, mica c’è bisogno di parlarne.
Eppure, a distanza di quasi due anni ho capito: se non si conosce il rapporto tra neurodivergenza e sessualità, il sesso può diventare l’ennesimo problema da gestire nel quotidiano.
Intervistando Maja Kaufmann, psicologa specializzata in valutazione diagnostica di persone adulte con ADHD e psicoterapeuta, ho scoperto che le persone ADHD vivono la sessualità in due modi molto diversi: ci sono quelle entusiaste - se non fanatiche - del sesso e quelle che “sì bello, bellissimo ma dopo un po’ anche basta”.
Qual è il rapporto con la sessualità nelle persone ADHD?
“La sessualità nelle persone ADHD”, spiega Kaufmann, “non può essere compresa in modo lineare. Bisogna sempre tenere conto della combinazione di fattori neurobiologici, fattori emotivi e fattori relazionali che agiscono insieme in modo dinamico. In generale, possiamo dire che, come con ogni difficoltà – o quasi – nell’ADHD, anche qui la disfunzione dopaminergica è centrale e influisce sia sulla regolazione del desiderio, sia sull'impulsività sessuale, che sulla sensibilità alla ricompensa e sulla capacità di mantenere l'attenzione dei momenti di intimità.”
Fare sesso se sei ADHD significa distrarsi per i rumori esterni, ma soprattutto per quelli interni: provate voi ad avere l’equivalente del mercato di Rialto in testa durante l’amplesso. O a essere in intimità con qualcuno che ha messo la sua playlist preferita di sottofondo: è un attimo perdere l’afflato e ritrovarsi a fare mentalmente la lista della spesa.
“C’è un’enorme difficoltà a rimanere presenti durante l’atto sessuale”, conferma Kaufmann: “può essere presente un alto livello di distrazione interna: si inizia a rimuginare, a iperanalizzare, la mente che vaga. La distrazione può avvenire anche da fattori esterni, come rumori o stimoli visivi e tutto ciò può compromettere il piacere”.
Basta un odore poco gradevole, una sensazione tattile fastidiosa o un fine giornata denso di pensieri e il piacere svanisce in meno di un amen. Spesso la durata e il coinvolgimento sessuale con l’altrə dipende molto da quanto quella persona è bravə a non farti distrarre nei momenti di intimità.
Non che la sessualità per le persone ADHD sia sempre una questione di concentrazione, è solo che applichiamo l’iperfocusing anche nell’approccio fisico: o tutto o niente. O sesso tre volte al giorno per tre mesi o saltuariamente, quando il o la partner ce lo ricorda. Perché anche il sesso ci annoia, dopo un po’.
Rifletteteci, quando darete la colpa delle vostre delusioni amorose alle congiunzioni astrali nefaste: magari avete solo frequentato una persona ADHD senza saperlo.
Cose da sapere se hai una relazione sessuale con una persona ADHD
“Tra gli aspetti clinici ricorrenti c’è la ricerca continua di stimolazione: spesso le persone con ADHD manifestano un desiderio sessuale più alto della media, che però non è necessariamente stabile, quindi è facile che ci siano cali repentini di desiderio quando la novità svanisce”.
È quello che spinge, ad esempio, alla ricerca costante di relazioni extra coniugali, flirt, cambi di partner a ogni cambio di stagione.
Un altro fattore frequente è quando l'interazione diventa prevedibile. Se il cervello ADHD individua un pattern anche nel sesso, perde interesse a prescindere. Sempre le stesse posizioni, lo stesso luogo, la stessa ora. Persino lo stesso approccio – chiamateli se volete preliminari – dopo un po’ ci vengono a noia. Servirebbe ogni volta una piccola dose di novità o, quantomeno, di non prevedibilità.
C’è poi l’impulsività, che può trasformare il sesso in un pericolo per la salute. “Studi clinici hanno dimostrato come nelle persone ADHD ci sia una maggiore incidenza di comportamenti sessuali a rischio, ad esempio rapporti non protetti, incontri al buio, sesso con persone sconosciute”, spiega Kaufmann.
Ricapitolando: poca tolleranza alla noia, impulsività, distraibilità. Manca qualche caratteristica nucleare dell’ADHD? Certo. Vogliamo forse farci mancare la disregolazione emotiva? “Alcune persone ADHD usano la sessualità come regolatore emotivo o come meccanismo di compensazione rispetto all'insicurezza o alla frustrazione. Questo vale sia per gli uomini che per le donne. Spesso faticano a nominare o a comprendere i propri bisogni sessuali perché vivono la sessualità in modo impulsivo e poco riflessivo. In tal senso, l'aspetto terapeutico è molto importante, perché ti porta a riflettere, a rimanere nel qui e ora e a capire insieme i propri bisogni”.
Conosco coppie, non necessariamente neurodivergenti, che hanno enormi problemi di comunicazione e nessuno di intesa sessuale; che continuano a fare sesso anche se sono in procinto di separarsi. Oppure viceversa, coppie che sono rodate nella vita quotidiana e che a letto hanno l’intesa – e l’insoddisfazione – di due adolescenti alle prime armi. Non che conosca l’intimità di tutte le amiche e gli amici, ma alcune confidenze vengono fuori proprio perché è difficile parlare di sesso col proprio partner. Se consideriamo la difficoltà comunicativa di noi ADHD, capite bene che il tema sesso è l’elefante nella stanza. Anzi, per la precisione nella camera da letto.
“Questa difficoltà comunicativa”, dice ancora Kaufmann, “può portare a problemi di ascolto dell’altra persona e di gestione del conflitto: vien da sé che influisce sulla relazione di coppia. E se influisce sulla relazione di coppia, ovviamente va a influire anche sulla sessualità”.
Le differenze tra uomo e donna ADHD
Ho chiesto a Maja Kaufmann quali siano le differenze all’approccio verso il sesso fra uomini e donne ADHD. Eccole: “La donna ADHD ha la tendenza all'“internalizzazione”, è più sensibile al giudizio, più insicura nel corpo, come anche nel desiderio. Non è un caso che siano più facilmente vittime di esperienze traumatiche o abbiano un uso disfunzionale della sessualità: spesso utilizzano il sesso come conferma esterna, per sopperire alle proprie insicurezze.
In più, nella donna la disregolazione emotiva si somma alla ciclicità ormonale, una combo che comporta una maggior fluttuazione del desiderio. Vulnerabilità, disforia premestruale, ritiro sessuale in fase depressiva: sono solo alcuni dei sintomi che possono inibire il desiderio sessuale nella donna ADHD”.
È molto importante educare l’uomo alla conoscenza fisiologica della donna. Perché, come tutte le donne atipiche sanno, essere femmina e ADHD è molto peggio che essere uomo (con o senza ADHD, ahimè). Kaufmann mi dà l’ennesima conferma:
“Nelle donne ADHD è molto frequente il camouflage, il masking comportamentale, quindi il mascherare il modo di vivere il sesso per adattarsi al partner e per piacere. Negli uomini, invece, quello che si vede spesso è la tendenza ad “esternalizzare” tutto, anche nella sessualità. In loro si vede più un comportamento ipersessualizzato, l’acting out e l’evitamento intimo emotivo: esternano molto il lato sessuale e corporeo, tralasciando tutta la parte parte intima ed emotiva. Quindi l’uomo, in modo molto maggiore rispetto alla donna, usa il sesso come strumento per regolare frustrazione, ansia o noia. Questo può diventare disfunzionale.
Quello che si vede in ambito clinico, è che gli uomini ADHD spesso iniziano e concludono le relazioni in modo impulsivo. Però ci sono sempre le eccezioni: non si può parlare mai di tutte le donne e di tutti gli uomini, perché anche una donna può avere dei comportamenti tipici dell’uomo ADHD e viceversa”.
E se faccio sesso con una persona neurotipica come funziona?
“Quando si parla di sessualità, ci sono differenze significative rispetto alle persone neurotipiche, sia sul piano qualitativo che sul piano quantitativo. Intanto, intensità e variabilità cambiano molto. Le persone ADHD tendono a vivere la sessualità in modo più polarizzato. Quindi o hanno una sessualità molto intensa o sono molto disinteressate. Spesso dipende dallo stato emotivo e dalla fase relazionale. Queste fasi possono variare, anche se non è una regola: a una fase molto disinteressata non segue necessariamente una fase molto intensa, e viceversa. Nelle persone neurotipiche, il desiderio sessuale è più stabile, meno soggetto ad alti e bassi”.
In altre parole, avere una relazione sessuale con una persona ADHD potrebbe trasformarsi in un viaggio sulle montagne russe per chi non lo è.
“L’altra differenza è l’impulsività, che di solito nelle persone neurotipiche è più regolata: hanno una maggiore consapevolezza, sono più presenti mentalmente, più sostenuti anche durante l'atto sessuale. Nelle persone ADHD si vedono più frequentemente distrazioni, queste fasi altalenanti e repentine di intensità e desiderio sessuale”.
Come se non bastasse, il rifiuto del partner può trasformarsi in un dramma: “un altro punto chiave per capire il rapporto tra persone ADHD e sessualità è la sensibilità al rifiuto, conosciuta in inglese come action sensitivity, di cui si parla tanto - finalmente - quando si parla di ADHD, che è molto intensa nell'aspetto sessuale. Anche un lieve rifiuto sessuale per certe persone può essere vissuto in modo molto grave, quasi drammatico”.
Il sesso che unisce
“In generale, il sesso è una componente importante per la durata della relazione, ma ha una funzione più centrale della norma nelle relazioni dove un partner o entrambi i partner hanno l’ADHD. Intanto perché la sessualità agisce da contenitore emotivo, permette cioè di esprimere emozioni che possono essere difficile da esprimere verbalmente, poi perché ha un effetto regolatore sull'umore e sul legame. La sessualità costituisce un canale privilegiato per sperimentare connessione e presenza dove spesso ci sono tante incomprensioni comunicative o la frustrazione quotidiana, quindi la sessualità può essere una fuga di tutto ciò”.
Il sesso però non basta per far durare una relazione.
“L'aspetto problematico è quando la sessualità diventa un modo per evitare i problemi relazionali. Se non si lavora sulle dinamiche di coppia, quello che accade è un calo del desiderio, l’evitamento costante, gravi problemi di comunicazione. Quello che si osserva nel lavoro clinico è che il sesso vivo e gratificante agisce da ancoraggio, per una coppia ADHD. Quando invece è fonte di frustrazione può diventare un trigger anche per la chiusura”.
Guida pratica a una sessualità ADHD felice
“L’ADHD è caratterizzata da una bassa tolleranza alla monotonia. Nella pratica clinica lo vediamo con le persone che cambiano frequentemente il loro lavoro, che cambiano frequentemente il loro hobby e che trovano questa monotonia anche nella sessualità. Se non c'è variazione e stimolo, la sessualità per chi è ADHD rischia di diventare noiosa. Di contro, dover sempre cambiare qualcosa nelle dinamiche relazionali che includono il sesso non è il modo giusto di affrontare la monotonia”.
In altre parole, non serve passare in rassegna tutte le posizioni del kamasutra o fare uno scambio di coppia a settimana per trovare appagamento in un rapporto sessuale. E meno male, perché al solo pensiero sarei già stanca.
“Una strategia che consiglio spesso è trovare piacere nei piccoli gesti o nei piccoli riti. Possiamo chiamarla erotizzazione della routine: svegliarsi insieme, toccarsi senza finalità penetrative, rendere viva la vita di coppia anche quotidiana attraverso il gioco sensoriale, toccandosi ed essendoci. Gioco e creatività possono essere un punto da cui partire per stimolare il corpo e per non limitarsi nella sessualità”.
Non che sia facile, dedicare del tempo all’intimità. Culturalmente, anche il sesso è diventato mordi e fuggi: complici l’immaginario cinematografico e pornografico, il sexting e il dating online, la sessualità è sempre più veloce, un mero bisogno da soddisfare e non un viaggio alla scoperta del piacere proprio e altrui. Non c’è nulla di male nelle “sveltine”, ma se diventa un’abitudine, una coppia in cui sia presente anche solo una persona ADHD avrà vita breve. O una vita sessuale infelice, che è forse peggio della fine stessa della relazione.
“L'allenamento all'intimità lenta - in inglese si parla di slow sex - può aiutare a contrastare questa iperattività nella vita sessuale e quindi a recuperare una relazione di coppia autentica. È importante che alla base ci sia un clima relazionale calmo e validante: senza, il desiderio di una persona ADHD si spegne”.
Insomma, ero partita che di sesso è superfluo parlare e mi ritrovo a concludere forse il numero di Atipiche più denso e triggerante di sempre. Al punto che avanza materiale anche per i soliti consigli non richiesti.
🛠️ Tips wow – Strumenti: strategie per coppie di lungo corso
Proseguiamo con i consigli per le amiche e gli amici da casa per una sessualità appagante. È sempre la psicologa Maja Kaufmann a dare i consigli per le coppie in cui sia presente almeno una persona ADHD: “Quello che si vede nelle coppie durature è un’alternanza di fasi cicliche: entusiasmo iniziale, conflitti organizzativi, crisi di contatto emotivo e talvolta compensazioni sessuali. Serve quindi una cura specifica”.
Organizzare il sesso. So che è molto poco spontaneo ed erotico, e che può sembrare monotono, ma nelle coppie rodate a volte organizzarsi diventa una necessità, specie se ci sono figli di mezzo. Anche Maja Kaufmann conferma: “Momenti programmati, come una sorta di check erotico della settimana, possono essere importanti per condividere informazioni col proprio partner: cosa sta funzionando, cosa non sta funzionando, cosa porta piacere, cosa non porta piacere. Questo sempre per aumentare la comprensione e il dialogo di coppia”.
Mindfulness di coppia. “Esistono esercizi guidati di consapevolezza sessuale che aiutano a entrare in connessione con l’altra persona: si respira insieme, si mantiene un contatto visivo prolungato, un tocco consapevole. Questo può aiutare a rimanere nel qui e ora anche nel momento dell'atto sessuale”.
Psicoeducazione relazionale. “Questo è un punto fondamentale, perché la persona adulta con ADHD conosce l’impatto che la propria neurodivergenza ha sulle relazioni, ma magari il partner neurotipico no”. Se so che il/la partner non mi ascolta perché ha un sistema attentivo fluttuante e non perché non gli importa, fa tutta la differenza del mondo. Conoscere le dinamiche dell’ADHD aiuta a evitare incomprensioni e liti.
Leggerezza. Ovvero non prendersi troppo sul serio, ridere, prendersi in giro, scherzare anche - soprattutto - dei propri difetti. “Magari ci sono o ci sono stati malintesi, anche erotici: ecco, togliere di mezzo l’ansia da prestazione relazionale con l’umorismo è fondamentale”.
Creare spazi sexy. “Non aspettare il momento perfetto, ma costruire intenzionalmente micro momenti erotici”.
📖 Dizionario divergente
Ogni settimana scegliamo una parola che racconta il mondo Atipiche.
Masking comportamentale: quando si parla di ADHD, è il tentativo consapevole o inconscio di una persona di nascondere i propri sintomi per sembrare "più normale" o per adattarsi meglio alle aspettative sociali, scolastiche o lavorative. Chi vive con l’ADHD può, per esempio, sforzarsi di sembrare sempre attentə, calmə o organizzatə anche quando, internamente, sta lottando contro la distrazione, l’impulsività o la fatica mentale. Questo "mascheramento" può comportare un grande dispendio di energia e spesso porta a un forte senso di frustrazione, stanchezza emotiva o sensazione di non essere mai davvero sé stessə. In molte donne e ragazze con ADHD, il masking è particolarmente comune e può ritardare la diagnosi, proprio perché i sintomi appaiono meno evidenti. Riconoscere questo meccanismo è un primo passo fondamentale per imparare ad accettarsi, chiedere supporto adeguato e smettere di vivere cercando costantemente di "camuffare" ciò che si è.
Per questo venerdì è tutto, grazie per essere tornatə a leggere Atipiche!
A settimana prossima, un abbraccio.
Anna



Da persona neuroqueer, aggiungo che il sesso penecentrico e finalizzato alla penetrazione per me è di una noia mortale. Vista l'incidenza di persone queer che sono neurodivergenti, e viceversa, è un aspetto che viene considerato troppo poco, secondo me. Moltissime delle mie amicizie neuroqueer hanno o cercano relazioni queer in cui si fa sesso in modo non “etero cis”, per questo motivo o per motivi analoghi. Faccio fatica a parlare di questa cosa perché mi mancano le parole, ma spero si capisca comunque. 😅