Cosa vuol dire essere impulsivə
Oltre a essere affette da logorrea, finire le frasi degli altri e insultare gli automobilisti c'è di più.
Delle tre caratteristiche nucleari dell’ADHD, l’impulsività è quella che tollero di meno. Ho una diagnosi di tipo combinato, che significa avere di tutto un po’: disattenzione, iperattività e impulsività. Spesso queste ultime due viaggiano insieme: il disturbo da deficit dell’attenzione, nella classificazione internazionale del DSM-5 (la bibbia diagnostica e statistica dei disordini mentali), è descritto come condizione caratterizzata da inattenzione o iperattività/impulsività. La forma combinata è quella che ha tutte e tre le caratteristiche, che si manifestano in modi variabili.
Dicevamo dell’impulsività: perché la mal tollero? Se le altre caratteristiche le percepisco come condizioni ineluttabili, l’impulsività è colpevole, puerile, inopportuna. Pensaci: alle persone che si scordano i compleanni riserveresti lo stesso biasimo di chi salta la fila? Quando hai un’auto che ti fa gli abbaglianti in autostrada per sorpassarti o che suona il clacson appena scatta il verde, non ti viene voglia di iscriverti ai terroristi? Io sempre.
Impulsività e dove trovarla
Oltre a essere - per me - la caratteristica più fastidiosa e degna di biasimo, l’impulsività è anche poco conosciuta, tra gli adulti ADHD. Per spiegarla si fa sempre l’esempio di chi interrompe le persone mentre parlano o che finiscono le frasi dell’interlocutore, ma è quantomeno riduttivo.
L’impulsività è una dimensione sfaccettata e complessa, che assume intensità variabili in base al contesto o al vissuto della persona ADHD. Facciamo qualche esempio.
Posso essere maestra zen nell’arte di attendere in coda, ma non avere lo stesso aplomb quando si parla di cafoni o evidenti comportamenti sessisti. Di contro, posso cedere all’impulsivo irrefrenabile di attaccarmi al clacson quando assisto a una palese violazione del codice della strada e non curarmi del fatto che nessuno sulla metro affollata lascia il posto a una signora che si regge a malapena sul bastone. Spesso c’entra solo la stronzaggine, molte volte l’agenda: ognunə ha le sue priorità e combatte le sue battaglie.
Questo ci porta a riflettere su un’altra questione legata all’impulsività, ovvero il suo legame con le emozioni. Rispetto a disattenzione e iperattività, l’impulsività si caratterizza per una marcata difficoltà nella regolazione delle emozioni. Se scordo un appuntamento, l’emozione è secondaria alla dimenticanza: provo rabbia e tristezza perché mi sento inaffidabile. Nel caso dell’impulsività, invece, la reazione è la diretta conseguenza dell’emozione e della sua incapacità di regolarla: vedo un’ingiustizia palese, mi montano rabbia e frustrazione, insulto a parole il capro espiatorio della situazione.
Di ADHD accumulatrici seriali
L’impulsività è legata a doppio filo anche con le emozioni che fatichiamo a definire, specie la noia e l’insoddisfazione. La sua concretizzazione meglio riuscita è lo shopping compulsivo, di cui molte persone ADHD sono affette senza saperlo. Quando si parla di shopping compulsivo ci si immagina Paris Hilton (anche lei ADHD, giuro) e la sua pressoché infinita disponibilità economica in giro per negozi di lusso. In realtà non serve essere Julia Roberts in Pretty Woman per definirsi compulsivə negli acquisti: bastano dei momenti vuoti da riempire con click sul proprio e-commerce preferito o dei sabati pomeriggio per negozi con le amiche. Basta aprire l’armadio o fare un trasloco per rendersi conto di essere compulsivə: abbiamo troppo di tutto tuttə. Soprattutto noi ADHD.
Un’altra conseguenza poco conosciuta dell’impulsività è l’over sharing, cioè la tendenza a esporsi troppo, a condividere troppo di sé, magari con sconosciutə. È una caratteristica che va a braccetto con la logorrea, altro evergreen dell’impulsività: parlare, parlare, parlare allo sfinimento. Parlare sempre e comunque, in qualunque contesto, anche quelli che richiedono silenzio o attenzione. Se la logorrea non mi appartiene e, anzi, la evito appena posso, l’over sharing lo conosco bene. E quasi sempre ho pagato le conseguenze dell’eccesso di confidenza che mi portava a condividere i segreti più reconditi della mia vita (o di quella degli altri).
C’è poi la grande questione “comportamenti inopportuni”, in cui i manuali sull’ADHD includono tutte le azioni impulsive più o meno deleterie: sesso promiscuo, comportamenti compensativi (sport estremi e adrenalici, guida spericolata), tendenza a eccedere con l’alcol, disturbi alimentari come il binge eating. Per ognuno di questi temi ci sarebbe bisogno di un approfondimento ad hoc, intanto basti sapere che sono tutti figli della stessa maledetta caratteristica ADHD.
Insomma, l’impulsività va ben oltre la difficoltà a non finire le frasi degli altri. Se non riconosciuta e sottovalutata, è una delle manifestazioni più insidiose che l’ADHD possa offrire.
🛠️ Tips wow – Strumenti: il diario delle emozioni
Ogni volta che le allergologhe dei miei figli mi dicono di tenere il diario dei sintomi delle loro allergie, mi riprometto costanza e puntualità. E immancabilmente disattendo i miei buoni propositi. Eppure conosco bene l’efficacia del diario, perché lo tengo per le mie sedute di psicoeducazione, dove faccio anche molti disegni e uso i colori: apro le pagine ed è tutto lì, a ricordarmi la strada fatta finora.
Il diaro delle emozioni – che abbiamo visto essere strettamente legate all’impulsività – è più specifico di un generico diario quotidiano, perché va a misurare solo ed esclusivamente il termometro emotivo quotidiano. Se vi piace l’idea del termometro e, come me, siete poche avvezzə a maneggiare le emozioni, può essere un’idea per incentivare la costanza.
Potete disegnarlo, se amate le cose visuali e colorate, o assegnare dei livelli di intensità a ogni singola emozione (bassa, media, forte), per poi scrivere accanto cosa avete provato e qual è stata la reazione o la strategia messa in atto. Funziona anche scrivere le sensazioni fisiche che si sono accompagnate all’emozione, così si fa pratica a riconoscere i segnali del corpo legati ell’emotività.
Esempio di emozione: noia.
Livello: alto
Sensazioni fisiche: sonnolenza, irrequietezza, apatia
Reazione: scrollo dei social
Strategie da usare: sano mind wandering, andare in biblioteca, chiamare un’amica che non senti da tempo.
📖 Dizionario divergente
Ogni settimana scegliamo una parola che racconta il mondo Atipiche.
Comportamenti anancastici: sono azioni e pensieri dominati dal bisogno di controllo, ordine e perfezione. Nelle persone con ADHD, possono manifestarsi come una forma di compensazione: strategie rigide per gestire la disorganizzazione interna e ridurre l’ansia. Spesso nascono dal desiderio di sentirsi “in controllo”, ma quando diventano eccessivi possono aumentare stress e frustrazione.
Per questo venerdì è tutto, a settimana prossima!
Un abbraccio
Anna



Ma il sesso promiscuo non è deleterio! È così bello! Con tutti gli strumenti che abbiamo poi nel 2025 per ridurre i rischi.
Ad ogni modo, ogni volta che leggo la tua newsletter mi dico “amo, io”. Grazie 💖
Mai capito il concetto di oversharing. A me sembra solo un modo per perpetuare un giudizio su chi decide di raccontare cose di sé non "socialmente adeguate".